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CORONAVIRUS: processo alle intenzioni?

Articolo tratto da un'intervista del canale youtube byoblu.

L’ipotesi intenzionale è la prima e normalmente considerata dalla comunità scientifica

Come si perviene a questa conclusione?

Innanzi tutto bisogna fare una ricerca sui documenti. Non si può parlare di complotto o tesi complottistica perchè è la normale procedura in casi di questo tipo, quando c’è un’epidemia inusuale.

I documenti ci dicono che è un virus sconosciuto.

Poi bisogna considerare il contesto internazionale: stabilire quindi se ci sono conflitti etnici o religiosi, politici o econimici in corso. In questo caso credo proprio che non si possono nascondere questi aspetti dato che emergono continuamente dalle agenzie di informazione, ad esempio la guerra commerciale tra Cina e USA.

Nell’eventualità di un’epidemia insolita bisogna sempre applicare un metodo di differenziazione.

Molti virologi dicono che è certo si sia trattato di un evento naturale (un virus che in sostanza è saltato fuori da animali e si è trasferito sull’uomo modificandosi, anche se ancora non hanno trovato il meccanismo di sviluppo del virus), ma questo non è il campo di loro competenza, i virologi studiano i virus, ma capire se si tratta di un’epidemia naturale o intenzionale spetta agli studiosi di medicina militare.

E’ credibile che si possa trattare di un evento intenzionale? Secondo Gabriele Vietti, studente di Filosofia all’Università degli Studi di Torino, del gruppo “Studio”, si può dimostrare scientificamente che lo scenario della guerra biologica non è per nulla poco plausibile. In una intervista su byoblu prova a spiegare le conclusioni cui il gruppo “Studio” è giunto, basandosi su fonti e testi molto autorevoli e metodologie che bisogna utilizzare in questi casi come quello del Grunow-Finke il più diffuso nella comunità scientifica e che appunto come dimostra Vietti e il suo gruoppo è falso ritenere inverosimile l’eventualità dell’attacco biologico statunitense: è almeno dubbia.

Vi consiglio di ascoltare il servizio pubblicato dal canale youtube byoblu o andare sul sito byoblu.com


Ringrazio byoblu per l’informazione che fornisce giornalmente.

Gli insegnamenti a lungo termine (potenziare i sistemi sanitari)#considerando che..

Considerando che la portata della situazione è riconducibile a diversi fattori, tra cui: l’incapacità politica dei paesi colpiti di lanciare l’allarme, l’inadeguatezza della risposta della comunità internazionale, i devastanti effetti della chiusura delle frontiere e delle restrizioni sulle persone, l’inefficacia dei meccanismi di sorveglianza e di allerta, la lentezza e l’inadeguatezza della risposta successivamente alla mobilitazione degli aiuti, l’assoluta assenza di leadership da parte dell’OM, la mancanza di ricerca e sviluppo in materia di farmaci, diagnosi e vaccini;


Considerando che troppo poco si sa ancora sul grado di diffusione, sulla trasmissione e sul potenziale di mutazione del Virus; e che la diffusa confusione e i ripetuti malintesi sulle cause e le conseguenze della malattia hanno contribuito alla propagazione del virus; che la ricerca etnografica è utile per comprendere come funzionano le comunità e in che modo entrare in contatto con persone provenienti da diverse realtà culturali;


Considerando che non tutti gli Stati hanno attuato appieno il regolamento sanitario internazionale (RSI); e che l’RSI dovrebbe essere riveduto dopo l’esperienza maturata nel corso dell’ultima epidemia di Ebola;


Considerando che si hanno poche conoscenze riguardo alle zoonosi potenzialmente pericolose; e che le pratiche alimentari e agricole, la deforestazione, il commercio di animali o di prodotti animali sono all’origine dell’emergenza e dell’evoluzione di nuove zoonosi come l’influenza aviaria, l’Ebola e l’HIV;


Considerando che nei primissimi mesi della crisi dell’Ebola, le ONG umanitarie – in particolare Medici Senza Frontiere e la Croce Rossa – sono state gli attori più efficaci, meglio informati e più esperti, e hanno quindi svolto un ruolo di prim’ordine nella fase iniziale della lotta contro il virus;


Considerando che, grazie alla loro competenza e capacità di cooperazione, le organizzazioni umanitarie hanno dimostrato che, in caso di necessità, all’inizio di una crisi possono essere più incisive e più efficaci rispetto “agli attori istituzionali”;


Considerando che la crisi dell’Ebola ha fatto sorgere un altro problema che Medici Senza Frontiere ha descritto come “crisi nella crisi”, che ha avuto l’effetto di allontanare dagli ospedali le persone colpite da una malattia diversa dall’Ebola per timore di essere contaminate dal virus;


Questi sono solo alcuni dei punti che servono di insegnamento alla Comunità Europea su come potenziare i sistemi sanitari nazionali per evitare crisi future dopo l’esperienza dell’epidemia del virus Ebola.

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L’AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (27.3.2015)

Invita gli Stati membri, la Commissione e la comunità internazionale a coordinare e a rafforzare la ricerca medica e la produzione di medicinali e vaccini efficaci contro l’Ebola e altre malattie emergenti che sarebbero altrimenti trascurate dal settore commerciale farmaceutico, adoperandosi per garantire le dovute condizioni etiche nello svolgimento delle sperimentazioni cliniche mediante il previo consenso informato dei pazienti che partecipano alle sperimentazioni, la trasparenza dei dati clinici derivanti da tali ricerche nonché un reale accesso, ove possibile gratuito, a tali vaccini e cure da parte delle popolazioni destinatarie (personale qualificato e infrastrutture adeguate per l’amministrazione del trattamento, prezzo non superiore al costo reale di produzione); deplora tuttavia che gli accordi di sovvenzione per i progetti Ebola+ saranno firmati dopo lo sblocco dei fondi IMI e non prima, e si attende dalle società farmaceutiche coinvolte che aderiscano ai principi della responsabilità sociale delle imprese e li rispettino, in particolare mediante l’accessibilità economica delle cure innovative di vaccinazione;

Dal 2015 ad oggi stiamo affrontando un altro problema:

il coronaVirus

Leggendo la Relazione del 2015 sulla crisi dell’Ebola (qui potete trovare tutta la relazione e vi consiglio di leggerla tutta http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2015-0281_IT.html ).

CONSIDERANDO CHE..

Mi sono letto tutta la relazione e ci sono molti punti interessanti, per niente scontati e quindi mi sono fatto un parere della situazione di oggi riguardo al coronaVirus: Non siamo(“e quando dico non siamo..intendo l’umanità“) per niente preparati ad una epidemia e come sempre la storia non ci aiuta a rimediare agli errori. Le complesse sfide odierne – dalla riduzione della diffusione delle malattie, alla prevenzione – non possono essere affrontate con presunzione , ma attraverso l’impegno, la creatività, la tecnologia e le risorse finanziarie di tutte le società.

La collaborazione di governi, settore privato, società civile e cittadini allo scopo di garantire e lasciare un pianeta migliore per le generazioni future.

Mi viene da dire:

“E’ importante che ci sia la salute!”

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), noti anche come obiettivi globali, sono stati adottati da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite nel 2015 come un invito universale all’azione per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e garantire che tutte le persone godano della pace e della prosperità entro il 2030.

Bene, siamo nel 2020 e mi pare che le cose non stiano andando per il verso giusto!

I rivali rendono omaggio al 6 volte campione del mondo: Lewis Hamilton, che adesso punta al più grande!

Il successo di Hamilton è stato salutato dai suoi principali rivali, i piloti Ferrari Charles Leclerc e Sebastian Vettel, Max Verstappen e Bottas della Red Bull.

Leclerc, 22 anni, ha dichiarato: “Solo un titolo è già un grande traguardo. Vincerne sei è semplicemente incredibile. Se lo merita. Ha fatto una stagione incredibile. Sono cresciuto guardandolo in TV e solo enormi congratulazioni a lui”.

Charles Leclerc è un pilota automobilistico monegasco, campione della GP3 2016 e della Formula 2 2017, pilota della Scuderia Ferrari dal 2019.

Il quattro volte campione del mondo Vettel ha aggiunto: “Ora è il momento di scrivere quante più cose buone che puoi. Se qualcuno vince il titolo sei volte, allora se lo merita tutto. È quello che gli ho detto. Sono felice per lui. Non sono contento che non fossimo in lizza, ma devi rispettare ciò che ha realizzato negli ultimi anni e quest’anno insieme alla sua squadra, quanto sono stati forti.”

Sebastian Vettel è un pilota automobilistico tedesco, pilota della Ferrari, per 4 volte consecutive campione del mondo di Formula 1 (201020112012 e 2013) con la scuderia Red Bull Racing[1].
Considerato uno dei più forti piloti di tutti i tempi , è detentore di diversi record, tra cui l’essere il più giovane pilota di Formula 1 ad aver vinto un campionato mondiale e ad aver ottenuto una pole position. È il secondo pilota nella storia per numero di punti raccolti, alle spalle del solo Lewis Hamilton.

Bottas, le cui ultime sottili speranze di battere Hamilton in questa stagione si sono estinte ad Austin nonostante la sua vittoria in gara, ha dichiarato: “Ovviamente grandi complimenti per lui. Ho fallito personalmente con il mio obiettivo quest’anno, ma Lewis ha meritato di vincere.”

Valtteri Bottas è un pilota automobilistico finlandese, attivo in Formula 1 dal 2013 con Williams, con cui ha corso dal 2013 al 2016, e Mercedes, con cui corre dal 2017.

Verstappen ha descritto il risultato di Hamilton semplicemente come “fenomenale”.

Max Emilian Verstappen è un pilota automobilistico olandese con cittadinanza belga.
Debutta in Formula 1 nel 2015 al volante della Toro Rosso con la quale gareggia anche per i primi quattro Gran Premi del 2016, per poi essere promosso a seconda guida Red Bull, team con il quale diventa il più giovane pilota ad aver vinto una gara del campionato del mondo di Formula 1 a soli 18 anni, 7 mesi e 15 giorni (battendo il precedente record di Sebastian Vettel)

Il sesto titolo mondiale di Lewis Hamilton: le statistiche


Il record di Schumacher “molto difficile”

Il capo del team Mercedes di Hamilton, Toto Wolff, ha aggiunto: “È dove il talento incontra sempre una grande spinta all’auto-miglioramento e quella combinazione lo contraddistingue nella sua generazione.

“Dirà sempre che c’è spazio per migliorare e questa è la mentalità che devi avere. È per me ad un livello estremamente alto ma non vuoi mai dare te stesso o nessuno 10/10 perché potresti essere un nove e vuoi avere la stanza per essere 10 in futuro “.

Wolff ha dichiarato di ritenere che ci fossero tutte le possibilità che Hamilton potesse almeno eguagliare il record dell’ex pilota tedesco Schumacher, che ha vinto sette titoli mondiali con Benetton e Ferrari tra il 1994 e il 2004.

“C’è un motivo per cui il record di Schumacher è valido perché è molto difficile”, ha detto.

“Se siamo in grado di fornire agli automobilisti una buona macchina e continuiamo a lavorare sulle lacune che ancora abbiamo e proviamo a ridurre al minimo gli errori – e ha una buona stagione – non c’è motivo per cui non potrebbe andare per un settimo titolo “.

Hamilton ha detto: “Ho sempre detto che raggiungere Michael non è mai stato un obiettivo per me. Non sono davvero uno che pensa ai dischi e a quel genere di cose. Ho sicuramente pensato che arrivare ovunque vicino a Michael fosse così inverosimile. Era così lontano e ora sembra così vicino – eppure è così lontano che ancora non riesco a capirlo.

“Credo di avere la capacità di continuare a crescere e di fare di più con questa squadra e all’interno della F1. Questo sarebbe l’obiettivo ma il tempo lo dirà. In questo momento, sono solo concentrato sul cercare di essere il più in forma e sano possibile sorridi il più possibile e goditi questo bellissimo viaggio che chiamano vita “.

E le altre statistiche del weekend di gara?

Hamilton è in vantaggio in termini di pole position: ha un record assoluto di 87. Schumacher è al secondo posto con 68.

Hamilton è al secondo posto comune in termini di giri più veloci, con 46 – lo stesso numero di Kimi Raikkonen. Tuttavia, ha ancora molta strada da fare se vuole catturare Schumacher al 77.

Hamilton è solo uno dietro Ayrton Senna in termini di gare vinte conducendo dal primo all’ultimo giro, dopo averlo fatto 18 volte.

Lewis Hamilton ha completato una “tripletta” per assicurarsi la pole position, vincendo la gara e registrando il giro più veloce in 14 diverse occasioni. Michael Schumacher è in vantaggio con 22 triplette.

Hamilton è al secondo posto nella lista dei piloti per aver completato il maggior numero di “granate”. Il campione del 2019 ha raggiunto la rara impresa di conquistare la pole position, vincendo la gara dopo aver guidato ogni singolo giro e rivendicando il giro più veloce in cinque gran premi, lo stesso numero di Schumacher. Il pilota britannico Jim Clark, che ha vinto due titoli negli anni ’60, ha il maggior numero di colpi con otto.

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Come si confronta con il migliore di sempre

Hamilton è ora il secondo pilota di maggior successo di tutti i tempi, un titolo dietro il detentore del record di tutti i tempi Michael Schumacher che ha vinto sette.

Una sesta vittoria significa che Hamilton ha superato la leggenda argentina Juan Manuel Fangio nella classifica di tutti i tempi. Fangio ha vinto cinque titoli negli anni ’50.

Questo è un terzo titolo consecutivo per Hamilton (2017, 2018, 2019). Il record di consecutivi campionati di F1 appartiene a Michael Schumacher che ha spazzato tutto prima di lui conquistando cinque vittorie nel rimbalzo tra il 2000 e il 2004.

È anche il quinto titolo di Hamilton in sei anni. Il dominio di Hamilton è stato interrotto da Nico Rosberg, il suo compagno di squadra Mercedes, che lo ha portato al campionato di cinque punti nel 2016.

L’unico altro pilota attualmente in gara che ha vinto più di un singolo campionato è Sebastian Vettel su quattro.

La Top 10 dei più ricchi d’Italia, Ferrero perde il primo posto della classifica Forbes

Dopo la notizia che Jeff Bezos, il patron di Amazon, per un solo giorno aveva perso lo scettro di uomo più ricco del mondo (a scipparlo momentaneamente del primato era stato Bill Gates), ora tocca alla famiglia Ferrero vedersi protagonista di un ribaltone.

La classifica di forbes:


Ennio Doris

10 – ENNIO DORIS

Il banchiere che ha fondato il gruppo Mediolanum. Stando a Forbes, il suo patrimonio è di 3,3 miliardi di dollari.

Piero Ferrari

9 – PIERO FERRARI

È l’ultimo figlio vivente di un mito dell’auto, ovvero Enzo Ferrari, fondatore del Cavallino rampante. Piero Lardi Ferrari vanta un patrimonio che si aggira attorno ai 3,4 miliardi di dollari.

Paolo Rocca
Gianfelice Mario Rocca

8 – PAOLO E GIANFELICE MARIO ROCCA

I due fratelli conquistano l’ottavo posto: si tratta di Paolo e Gianfelice Mario Rocca, rispettivamente Ceo e presidente del gruppo industriale Techint. L’azienda, che è la maggiore produttrice di acciaio in Sud America e tra le principali al mondo, assicura ai fratelli Rocca un patrimonio di 3,7 miliardi di dollari.

Augusto e Giorgio Perfetti
Augusto Perfetti

7 – AUGUSTO E GIORGIO PERFETTI

Le caramelle portano i fratelli Augusto e Giorgio Perfetti al settimo posto della classifica italiana. I 6,9 miliardi di dollari del loro patrimonio provengono infatti dal gruppo Perfetti Van Melle, gigante della produzione e della distribuzione di confetteria, caramelle e gomme da masticare.

Silvio Berlusconi

6 – SILVIO BERLUSCONI

Silvio Berlusconi si conferma stabile al sesto posto. Il leader di Forza Italia ha un patrimonio valutato circa 7 miliardi grazie a Mediaset, Mondadori e Fininvest.

Massimiliana Landini Aleotti

5 – MASSIMILIANA LANDINI ALEOTTI

La quinta posizione è di una donna: Massimiliana Landini Aleotti che, insieme ai famigliari, ha ereditato dal marito Alberto Aleotti il gruppo farmaceutico Menarini. Il patrimonio di Landini Leotti si aggira intorno agli 8,1 miliardi di dollari.

Stefano Pessina

4 – STEFANO PESSINA

Quarto posto per Stefano Pessina, l’amministratore delegato di Walgreens Boots Alliance, la più grande azienda mondiale di prodotti per la salute e il benessere. Partito a fine anni ’70 dall’azienda di famiglia oggi vanta un patrimonio di circa 10,3 miliardi.

Giorgio Armani

3 – GIORGIO ARMANI

Sale di una posizione in classifica, e finalmente si installa sul terzo gradino del podio degli italiani più ricchi, Giorgio Armani, grazie a un patrimonio di 11,2 miliardi di dollari.

Giovanni Ferrero

2 – GIOVANNI FERRERO

Il re della Nutella che nella classifica precedente vedeva il primo posto, con un patrimonio stimato da Forbes in 21,9 miliardi di dollari, è sceso alla 46esima posizione tra i paperoni del mondo, e al secondo posto in quella italiana per «colpa» di…

Leonardo Del Vecchio

1 – LEONARDO DEL VECCHIO

Patron del gruppo Luxottica, balzato alla 38esima posizione nella classifica mondiale grazie a un patrimonio di 24,3 miliardi.
Lo scatto di Del Vecchio nella classifica dei più ricchi al mondo è dovuto alla Borsa, dove il titolo EssilorLuxottica lo scorso aprile ha guadagnato circa il 35%. Su questo terreno nulla può Ferrero che non ha mai voluto quotarsi a Piazza Affari.

Buon Compleanno INTERNET!! Mezzo secolo dopo il primo messaggio tra computer

Internet è nato il 29 Ottobre 1969 alle ore 22:30, in quel preciso istante è stato inviato il primo messaggio tra un computer e un altro.

All’epoca si è usata la rete Arpanet e uno dei sovraintendenti era Leonard Kleinrock.

Intervista de La Repubblica
Leonard Keinrock

Vi ripropongo alcuni pezzi dell’intervista a uno dei padri di Internet:

Perché dice che internet non è invisibile?

“Non è invisibile allo stesso modo in cui l’elettricità è invisibile. È collegata al muro, è sempre lì. Non la vedi ma sai che c’è ed è sempre disponibile. Abbiamo delle interfacce-utente sempre migliori, ma sono ancora troppo goffe, abbiamo ancora i tasti… Internet dovrebbe sparire nell’infrastruttura”.

Per interagire con la rete usiamo sempre di più la voce, scomparirà l’interfaccia?

“Per certi versi sì, ma guardi cos’è la voce. Il nostro cervello ha un potenziale enorme, e come lo interfacciamo con il mondo esterno? Un modo è sbattere la lingua, appunto. Ma anche gesticolare. In questo momento ci sono molti lavori riguardanti interfaccia cervello-computer. Significa interagire con lo schermo del computer direttamente pensando. Queste cose stanno accadendo ora. Darpa, sta investendo un’enorme quantità di risorse in questo campo. 

Pensa che internet sarebbe potuto nascere prima nella storia?

“Probabilmente no, la tecnologia non c’era ancora. Proprio nel 1969 accadde però qualcosa di interessante. Come osservò Larry Roberts, un mio caro amico e responsabile scientifico di Arpa, in quell’anno i costi di commutazione si abbassarono drasticamente. Questo ci permise di concentrarci sull’ottimizzazione delle comunicazioni. Vede, all’epoca la nostra conversazione sarebbe stata regolata da un collegamento trasmissivo dedicato a questa specifica comunicazione. Se per esempio avessi smesso di parlare per grattarmi un attimo il naso, in quel momento il collegamento sarebbe stato sprecato. Ma non si poteva fare altrimenti perché costava troppo cambiare commutazione. Non avendo più un problema di costo, nei momenti di pausa della comunicazione si poteva condividere la connettività e permettere agli altri di usare quel collegamento. Questo si chiama commutazione di pacchetto (packet switching). In sostanza è una manifestazione dell’approccio più generale detto condivisione dinamica delle risorse. È alla base anche di quella che oggi chiamiamo sharing economy, con Airbnb, Uber, ecc”.

Tornando a quel 29 ottobre 1969, ci sarà stato però un momento in cui si è reso conto della portata storica di quel momento?

Internet per venticinque anni non è stato chissà che. Però quando la cosa ha iniziato a raggiungere i consumatori, ad apparire sulle riviste degli aerei, a riguardare miliardi di persone… Allora mi resi conto di poter definire il momento esatto dell’inizio della rivoluzione di internet. Quando il neonato internet ha emesso le prime parole, quel 29 ottobre del 1969”.

Leonard Kleinrock davanti al primo Interface Message Processor (IMP) che ha consentito di inviare il messaggio tra due calcolatori nel 1969.

Leonard Keinrock

Leonard Keinrock

Leonard Keinrock

Leonard Keinrock

LarryRoberts-Leonard Keinrock-Robert Kahn
Mappa collegamenti Internet (CERN)

Parlando delle prime parole… Tutti ricordano la frase storica di Neil Armstrong sulla Luna che pronunciò quello stesso anno. Diciamo che il primo messaggio della rete non è stato altrettanto epico, no?

“Sì, be’, me l’hanno fatto notare in tanti. Ha ricordato Armstrong, ma pensiamo pure alle prime parole pronunciate da Samuel Morse per il primo messaggio telegrafico: Quali cose ha creato Dio (What hath God wrought?). O ancora, Alexander Graham BellVieni qui. Voglio vederti. Frasi potenti, bibliche. Era gente intelligente, che aveva capito il potere mediatico. Noi no”.  L’obiettivo era di poter disporre di un laboratorio informatico collocato per esempio a Venezia da qui, all’Ucla di Los Angeles, senza spostarci. Avere la possibilità di collegare in modo remoto le macchine era lo scopo del network. Quindi dovevamo fare il login da un calcolatore a un altro. Eravamo pronti. Ma come verificare l’esperimento? Charley Kline all’Ucla e Bill Duvall allo Stanford Research Institute erano in contatto telefonico. Pensi all’ironia: usavamo il telefono per testare una tecnologia che in teoria l’avrebbe ucciso. Comunque, si digita la l. Trasmessa. Si digita la o. Trasmessa. Si digita la g… il computer va in crash. Quindi il primo messaggio di internet è stato lo. Col senno di poi ho riconosciuto essere l’inizio di Lo and behold (espressione di sorpresa in inglese, ndr). Stringato, potente e profetico, non potevamo chiedere di meglio”.

L’intervista continua e ad un certo punto gli viene fatta questa domanda:

Ma crede che Zuckerberg possa effettivamente affrontare i problemi di privacy o semplicemente non è in grado di controllare ciò che è diventato Facebook?

“Innanzitutto non mi fido di Zuckerberg e delle sue motivazioni. Non sono altruistiche ma orientate all’avidità del profitto. Bisogna dire però che la difficoltà dei problemi che deve affrontare è grande. Vedi l’hate speech, che implica il tema della libertà di parola. E poi non c’è solo il mondo occidentale ma anche la Russia o la Cina, per esempio. Oltre agli abusi sulla privacy, c’è anche rischio di un internet segmentato a specifici paesi. Le cose potrebbero degenerare prima di migliorare e questa mentalità riflette il nazionalismo e il populismo dilagante nel mondo. C’è quindi sempre un lato buono e cattivo nella tecnologia, solo che ci vorrebbe più sanità mentale tra i leader. E oggi scarseggia un po’”.
Non ho mai usato Facebook. Però sono su Twitter. Ho spedito, credo, due tweet in vita mia. Ah, sono anche su Instagram perché l’ha voluto la mia nipotina. Penso di avere circa dieci foto”.

Quello che mi ha colpito di più di questa intervista è proprio la riflessione finale del Prof. Keynrock:

Ci si può mettere in un angolo a piangere, dicendo che le macchine hanno preso il controllo e l’umanità non ha più valore. Oppure si ammette che la combinazione tra intelligenza umana e artificiale è il vero potere”.

Leonard Keinrock
Auguri Internet

Il “quadretto” da 24 milioni di euro

E’ un’opera di Cimabue e ritrae Cristo circondato da una folla con il volto rabbioso (“Il Cristo deriso”). Un’anziana di Compiegne, a Nord di Parigi, si ritrova con un dipinto venduto all’asta a 24 milioni di euro.

Era fra i quadri appesi in cucina da una famiglia locale che mai si sarebbe aspettata di avere un capolavoro.

Un capolavoro al quale va anche un primato, quello del quadro più costoso mai venduto tra i dipinti anteriori al 1500.

Il Cristo deriso
Il Cristo deriso 2

Conservava un quadretto tra la cucina e il salotto, pensando fosse una semplice icona, come una di quelle che si trovano in vendita nei negozi fuori dai santuari.

E’ stata la stessa signora a segnalare l’opera alla Actéon, una casa d’aste di Compiègne. Loro l’hanno fatta valutare dal critico d’arte Eric Turquin, che ha fatto anche uno studio con i raggi infrarossi, valutandone anche l’eccellente stato di conservazione.

Il Cristo deriso 3
Il Cristo deriso 4
biografia cimabue

Proprio ieri il quadro è stato messo all’asta ed è stato venduto a un compratore anonimo vicino Chantilly, sempre nel Nord della Francia.

Valutazione record 24.180.000 euro tasse comprese.

Vi consiglio di segnalare le opere che avete in casa!