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Motivazione – Psicologia – Successo

Tutti noi vorremmo essere felici ed avere successo.

Coloro che possiedono la giusta motivazione e sono sempre pronti al cambiamento troveranno sempre le vie e i mezzi per farlo.

All’uomo è necessario un obiettivo, quando questo è presente, la nostra coscienza, che è una delle tante qualità della nostra mente, si regola di conseguenza.

coscienza

La gran parte dell’energia viene canalizzata verso la risoluzione di compiti utili; quello che conta è la calma interiore e l’azione. Dobbiamo avere dei compiti in grado di farci progredire per renderci più creativi perchè in questo modo le difficoltà che incontreremo sulla nostra strada potranno essere superate con facilità. Ogni traguardo raggiunto con successo ci porterà felicità ed entusiasmo. Questo sentimento di armonia interiore e di empatia totale con ciò che l’uomo vive è stata chiamata dallo psicologo Mihaly Csikszentmihalyi percezione del flusso.

Mihaly Csikszentmihalyi

La percezione del flusso è uno stato di coscienza in cui la persona è completamente immersa in un’attività. Per avere un’esperienza ottimale si deve raggiungere un flusso continuo di attenzione concentrata, quindi, un’esperienza è percepita ottimale da un soggetto quando la sua attenzione è completamente assorbita dal compito che sta svolgendo. Le interruzioni che possono compromettere l’esperienza di flusso sono di vario tipo:

  • distrazioni provenienti dall’esterno;
  • distrazioni autoindotte, quando il pensiero comincia a vagare;
  • distrazioni originate dallo strumento che stiamo utilizzando per svolgere il compito.

Quest’ultimo tipo di distrazioni è frequente soprattutto quando lo strumento utilizzato è il computer. Infatti, quando l’utilizzo di uno strumento richiede particolare attenzione, perché troppo difficile o perché richiede di prestare attenzione a differenti cose contemporaneamente, l’utente distoglie l’attenzione dal compito interrompendo, così, il flusso d’attenzione concentrata che determina l’esperienza di Flow.

l flow (Csikszentmihalyi, 1990) è un’esperienza piacevole, durante la quale si perde la cognizione del tempo e tutto ciò che non attiene al compito sembra svanire. Generalmente questa sensazione è facile da ottenere con compiti o attività molto stimolanti, come il gioco, ma può diventare difficile ottenerla in mancanza di stimolazioni o quando sono presenti delle distrazioni. In questi casi è necessario uno sforzo volontario per mantenere un livello attentivo sufficiente allo svolgimento del compito.

L’utente può distogliere l’attenzione dal compito, interrompendo l’esperienza di Flow, anche perché lo trova poco interessante e motivante, cosa che avviene per esempio quando c’è una prolungata assenza di stimolazione.

La psicologia dell’esperienza ottimale

La nostra battaglia la vinciamo, non tanto in noi stessi, quanto nel disordine psichico in cui è responsabile lo stesso caos. E noi vinceremo questa battaglia soltanto se saremo in grado di controllare l’attenzione e la coscienza. Il vero premio per gli sforzi compiuti verso l’obiettivo diventerà la costante esperienza dello stato del flusso. La più alta felicità accessibile all’uomo.

Mihaly Csikszentmihalyi

Ponendoci degli obiettivi impariamo a reagire, costruiamo il nostro ambiente e tendiamo all’auto-controllo e all’auto-disciplina imparando a sottomere i nostri desideri al nostro scopo sacrificando i piaceri immediati per delle priorità.

Se hai un problema prova a risolverlo! Se per adesso non puoi non farne di esso un problema.

Buddha

Imparate ad amarvi e a controllarvi e scoprite il vostro obiettivo!

Non devi assolutamente seguire questo blog!

Sei in un luogo aperto in cui parlare, leggere, scrivere…

Sinceramente non ho idea di cosa ho combinato, stranamente mi è venuto in mente di aprire un blog e da un pò di giorni mi ha lasciato una sensazione…e ancora mentre scrivo. Devo dire che mi ha lasciato un’impressione di straniamento: si presenta qualcosa, anche bene. Però non c’è.

straniamento

Capisco cosa intendi ma bisogna considerare questo come il primo post e non come una presentazione, per qualcosa che ancora non esiste.

Certo che il titolo “ad effetto” spesso lascia perplessi e quasi infastidisce perchè si capisce che dietro c’è il tentativo di catturare l’attenzione. Tranquilli sarà il primo e ultimo post con il titolo “ad effetto” non voglio far innervosire nessuno, anche se le prime due righe le potrei leggere per capire se l’articolo è di qualità (se non lo leggessi mi perderei qualcosa di valido).

Però la prima tentazione è scappare, proprio come sto cercando di fare io da me stesso che cerca di scrivere il suo primo post sul suo primo blog!

Dire tutto questo è da disadattati? Forse lo è!

Per me comunque non ci sono dubbi: gran parte delle tematiche, che verranno trattate nel blog, saranno fatte dai grandi Disadattati autori e personaggi che siano.

Dove c’è volontà, c’è la strada

Non si sa se il celebre fisico non avesse i soldi per la mancia o se fosse stato il corriere a rifiutarsi di accettarla, fatto sta che Einstein scrisse di getto in tedesco due annotazioni sulla felicità e gliele diede. “Forse se siete fortunato, queste note acquisteranno un valore ben più grande di un classica mancia”, gli disse, secondo quanto riferito dal venditore, un tedesco di Amburgo che vuole restare anonimo.

Il testo recitava: ” una vita tranquilla e modesta porta più gioia del perseguimento del successo legato a un’agitazione perenne”, e “dove c’è volontà, c’è la strada”.