Archivi tag: #internet

Buon Compleanno INTERNET!! Mezzo secolo dopo il primo messaggio tra computer

Internet è nato il 29 Ottobre 1969 alle ore 22:30, in quel preciso istante è stato inviato il primo messaggio tra un computer e un altro.

All’epoca si è usata la rete Arpanet e uno dei sovraintendenti era Leonard Kleinrock.

Intervista de La Repubblica
Leonard Keinrock

Vi ripropongo alcuni pezzi dell’intervista a uno dei padri di Internet:

Perché dice che internet non è invisibile?

“Non è invisibile allo stesso modo in cui l’elettricità è invisibile. È collegata al muro, è sempre lì. Non la vedi ma sai che c’è ed è sempre disponibile. Abbiamo delle interfacce-utente sempre migliori, ma sono ancora troppo goffe, abbiamo ancora i tasti… Internet dovrebbe sparire nell’infrastruttura”.

Per interagire con la rete usiamo sempre di più la voce, scomparirà l’interfaccia?

“Per certi versi sì, ma guardi cos’è la voce. Il nostro cervello ha un potenziale enorme, e come lo interfacciamo con il mondo esterno? Un modo è sbattere la lingua, appunto. Ma anche gesticolare. In questo momento ci sono molti lavori riguardanti interfaccia cervello-computer. Significa interagire con lo schermo del computer direttamente pensando. Queste cose stanno accadendo ora. Darpa, sta investendo un’enorme quantità di risorse in questo campo. 

Pensa che internet sarebbe potuto nascere prima nella storia?

“Probabilmente no, la tecnologia non c’era ancora. Proprio nel 1969 accadde però qualcosa di interessante. Come osservò Larry Roberts, un mio caro amico e responsabile scientifico di Arpa, in quell’anno i costi di commutazione si abbassarono drasticamente. Questo ci permise di concentrarci sull’ottimizzazione delle comunicazioni. Vede, all’epoca la nostra conversazione sarebbe stata regolata da un collegamento trasmissivo dedicato a questa specifica comunicazione. Se per esempio avessi smesso di parlare per grattarmi un attimo il naso, in quel momento il collegamento sarebbe stato sprecato. Ma non si poteva fare altrimenti perché costava troppo cambiare commutazione. Non avendo più un problema di costo, nei momenti di pausa della comunicazione si poteva condividere la connettività e permettere agli altri di usare quel collegamento. Questo si chiama commutazione di pacchetto (packet switching). In sostanza è una manifestazione dell’approccio più generale detto condivisione dinamica delle risorse. È alla base anche di quella che oggi chiamiamo sharing economy, con Airbnb, Uber, ecc”.

Tornando a quel 29 ottobre 1969, ci sarà stato però un momento in cui si è reso conto della portata storica di quel momento?

Internet per venticinque anni non è stato chissà che. Però quando la cosa ha iniziato a raggiungere i consumatori, ad apparire sulle riviste degli aerei, a riguardare miliardi di persone… Allora mi resi conto di poter definire il momento esatto dell’inizio della rivoluzione di internet. Quando il neonato internet ha emesso le prime parole, quel 29 ottobre del 1969”.

Leonard Kleinrock davanti al primo Interface Message Processor (IMP) che ha consentito di inviare il messaggio tra due calcolatori nel 1969.

Leonard Keinrock

Leonard Keinrock

Leonard Keinrock

Leonard Keinrock

LarryRoberts-Leonard Keinrock-Robert Kahn
Mappa collegamenti Internet (CERN)

Parlando delle prime parole… Tutti ricordano la frase storica di Neil Armstrong sulla Luna che pronunciò quello stesso anno. Diciamo che il primo messaggio della rete non è stato altrettanto epico, no?

“Sì, be’, me l’hanno fatto notare in tanti. Ha ricordato Armstrong, ma pensiamo pure alle prime parole pronunciate da Samuel Morse per il primo messaggio telegrafico: Quali cose ha creato Dio (What hath God wrought?). O ancora, Alexander Graham BellVieni qui. Voglio vederti. Frasi potenti, bibliche. Era gente intelligente, che aveva capito il potere mediatico. Noi no”.  L’obiettivo era di poter disporre di un laboratorio informatico collocato per esempio a Venezia da qui, all’Ucla di Los Angeles, senza spostarci. Avere la possibilità di collegare in modo remoto le macchine era lo scopo del network. Quindi dovevamo fare il login da un calcolatore a un altro. Eravamo pronti. Ma come verificare l’esperimento? Charley Kline all’Ucla e Bill Duvall allo Stanford Research Institute erano in contatto telefonico. Pensi all’ironia: usavamo il telefono per testare una tecnologia che in teoria l’avrebbe ucciso. Comunque, si digita la l. Trasmessa. Si digita la o. Trasmessa. Si digita la g… il computer va in crash. Quindi il primo messaggio di internet è stato lo. Col senno di poi ho riconosciuto essere l’inizio di Lo and behold (espressione di sorpresa in inglese, ndr). Stringato, potente e profetico, non potevamo chiedere di meglio”.

L’intervista continua e ad un certo punto gli viene fatta questa domanda:

Ma crede che Zuckerberg possa effettivamente affrontare i problemi di privacy o semplicemente non è in grado di controllare ciò che è diventato Facebook?

“Innanzitutto non mi fido di Zuckerberg e delle sue motivazioni. Non sono altruistiche ma orientate all’avidità del profitto. Bisogna dire però che la difficoltà dei problemi che deve affrontare è grande. Vedi l’hate speech, che implica il tema della libertà di parola. E poi non c’è solo il mondo occidentale ma anche la Russia o la Cina, per esempio. Oltre agli abusi sulla privacy, c’è anche rischio di un internet segmentato a specifici paesi. Le cose potrebbero degenerare prima di migliorare e questa mentalità riflette il nazionalismo e il populismo dilagante nel mondo. C’è quindi sempre un lato buono e cattivo nella tecnologia, solo che ci vorrebbe più sanità mentale tra i leader. E oggi scarseggia un po’”.
Non ho mai usato Facebook. Però sono su Twitter. Ho spedito, credo, due tweet in vita mia. Ah, sono anche su Instagram perché l’ha voluto la mia nipotina. Penso di avere circa dieci foto”.

Quello che mi ha colpito di più di questa intervista è proprio la riflessione finale del Prof. Keynrock:

Ci si può mettere in un angolo a piangere, dicendo che le macchine hanno preso il controllo e l’umanità non ha più valore. Oppure si ammette che la combinazione tra intelligenza umana e artificiale è il vero potere”.

Leonard Keinrock
Auguri Internet